
La FIA stringe i bulloni sulle power unit 2026, tappando un’altra falla che poteva far lievitare la potenza termica oltre i limiti. Addio al tetto di 100 kg/h sul flusso di massa del carburante: al suo posto un rigido limite energetico di 3000 MJ/h, con divieto assoluto di alterare la temperatura del flussimetro. Squadre furbe meditavano di raffreddarlo o scaldarlo per modificare la composizione del biocombustibile misurato o truccare i dati, guadagnando decimi preziosi in qualifica e gara. Un intervento chirurgico che blindare l’equità prima del countdown al nuovo era ibrido.
Il nuovo limite e i rischi del tampering
Con le power unit ridisegnate – 50% termico, 50% elettrico, senza MGU-H – il controllo sul fuel flow diventa cruciale per evitare squilibri prestazionali. Il vecchio limite volumetrico facilitava giochetti termici: un flussimetro più freddo poteva far passare più energia sotto forma di densità alterata, simulando un flusso ‘legale’ ma pompando cavalli extra. Ora ogni sistema o procedura che tocchi la temperatura del sensore è vietata, tuona la Federazione nel Technical Directive. Un colpo al cuore dei reparti ingegneristici che inseguivano margini al limite, specie con i biocombustibili 100% sostenibili.
Equilibrio blindato per il circus ibrido
Questa mossa arriva dopo la bufera sul rapporto di compressione, dove Mercedes e Red Bull erano accusati di sfruttare dilatazioni termiche per superare i 16 fissati. La FIA accelera i chiarimenti, preparando test dinamici più severi e sanzioni immediate per chi bara. Team come Ferrari e Audi applaudono, mentre i motoristi customer – McLaren in testa – guadagnano prevedibilità. Il 2026 si annuncia pulito, con l’energia del fuel sotto torchio costante e l’overtaking mode a fare da jolly. La Formula 1 elettrica non tollera più zone grigie.
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